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Ricambio di aria in casa come e quando farlo per evitare problemi di muffa.

La formazione di macchie di condensa o muffa, soprattutto in prossimità di finestre, sui soffitti, negli angoli delle stanze e sulle pareti dietro ai mobili, è uno dei problemi più comuni e fastidiosi di abitazioni e uffici. La presenza di muffa in casa, oltre ad essere antiestetica, rende gli ambienti poco salubri inficiando il comfort abitativo, perciò richiede soluzioni efficaci e durature.

Cos’è la muffa e perchè si forma in casa?

Le muffe sono un tipo di funghi che proliferano in ambienti particolarmente umidi. L’inalazione o il contatto con le spore della muffa può provocare una reazione allergica,  attacchi di asma e altre malattie respiratorie.  La causa principale della formazione di muffa e umidità nelle abitazioni  è la presenza di umidità da condensa. Le normali attività domestiche, quali cucinare, lavarsi, dormire, generano un eccessivo contenuto di vapore interno rispetto all’esterno, questa differenza di pressione provoca la migrazione del vapore da dentro a fuori attraverso i muri. Quest’acqua nell’aria aumenta con l’aumentare della temperatura e, dove vi sono ponti termici, cioè dove la temperatura superficiale è più bassa rispetto alle zone circostanti, come il rivestimento del tetto o delle pareti, le facciate delle finestre. L’elevata presenza di  vapore acqueo e quindi umidità negli ambienti può generare fenomeni di condensa superficiali sui muri e di condensa interstiziale all’interno delle pareti, che possono favorire lo sviluppo di muffa e cattivo odore.  Il problema della muffa può presentarsi sia nelle vecchie abitazioni che in quelle di nuova costruzione, dove a causa di un elevato isolamento termico e scarso il ricambio d’aria, si crea umidità, che con il tempo, a causa degli sbalzi di temperatura, provoca la formazione di condensa e l’innescarsi della sporogenesi. 

Controllare l’umidità in casa

Per avere un ambiente domestico sano, bisogna mantenere un tasso di umidità in casa che deve essere compresa tra il 40 e il 60%. Un tasso di umidità superiore al  60-70%, diventa pericoloso per la salute di chi ci vive, e dannoso per l’edificio stesso. L’umidità infatti si attacca alle pareti creando il terreno ideale per la formazione della muffa.  Per controllare l’umidità in casa basta dotarsi di un sensore di umidità o igrometro che può essere spostato per misurare l’umidità nei diversi ambienti. Per mantenere un buon tasso di umidità in casa, si possono mettere in atto alcuni semplici accorgimenti, come utilizzare la cappa aspirante quando si è ai fornelli, evitare di stendere il bucato in casa, piuttosto che arieggiare il bagno dopo aver fatto la doccia.

L’importanza di cambiare l’aria in casa

L’emergenza COVID-19 ha aumentato notevolmente il tempo di permanenza e lavoro in casa, (in modalità smart-working), perciò è fondamentale interrogarsi su come migliorare la qualità dell’aria in questi ambienti che sono diventati sia di vita che di lavoro. L’aria che respiriamo in ambienti chiusi infatti, può essere anche molto più nociva di quella presente all’esterno, causando quella che viene definita “sindrome dell’edificio malato”. Complice l’uso cucine e stufe a gas che sprigionano monossido di carbonio,  detersivi, cosmetici  e vernici contenenti formaldeide, nonché l’anidride carbonica prodotta dalla respirazione di persone, piante e animali, e altre sostanze inquinanti.  Abbiamo quindi visto quanto sia importante garantire un corretto ricambio d’aria per eliminare l’eccesso di vapore acqueo, causa della formazione di umidità e muffa, in modo tale da mantenere un microclima ideale e ridurre il fabbisogno energetico della casa. Il tasso di ricambio è quindi necessario per mantenere un ambiente confortevole perché permette di respirare aria  pulita e per tenere sotto controllo il livello di umidità all’interno degli ambienti. Per realizzare un ricambio d’aria ottimale in casa i principali metodi sono due: l’aerazione naturale e la ventilazione forzata. L’aerazione naturale avviene spontaneamente sfruttando gli spifferi oppure attraverso l’apertura manuale delle finestre. La ventilazione forzata invece, permette il riciclo di aria tramite appositi apparecchi meccanici che estraggono l’aria esausta viene estratta e al suo posto immettono aria nuova. Esistono anche dei sistemi ibridi in cui l’aerazione naturale e quella meccanica operano in modo coordinato.

Ventilazione naturale. Basta aprire le finestre contro l’umidità?

Oggi si tende a realizzare involucri sempre più ermetici e isolanti per garantire il corretto isolamento termo-acustico dell’ambiente interno dall’esterno. Tuttavia, ciò non può tralasciare un aspetto fondamentale per il comfort abitativo, ovvero la circolazione di aria pulita in casa. La soluzione più immediata ed economica per evitare l’accumulo di umidità in casa è senza dubbio l’aerazione naturale, ovvero far cambiare l’aria aprendo le finestreLa ventilazione naturale, come si evince dalla parola stessa, sfrutta il vento, ovvero una risorsa naturale che è condizionata dalla zona geografica in cui è situato l’edificio. Ci possono essere aree più o meno esposte al vento, in base  alle differenze di pressione, alle caratteristiche morfologiche e di densità di popolazione di un luogo.  Quindi se si decide di sfruttare la ventilazione naturale come strategia per prevenire la muffa, bisogna anche tenere in considerazione che essa sarà più o meno efficiente in base al numero, alla dimensione e alla posizione delle finestre. Se queste sono disposte su un unico lato dell’edificio,  la ventilazione sarà minore, mentre se sono collocate su più lati, aprirle contemporaneamente permetterà un ricambio d’aria maggiore e più veloce. La ventilazione naturale, inoltre, implica una certa frequenza e costanza.  Soprattutto durante il periodo invernale, in cui si ha la necessità di vivere in spazi sempre caldi, è bene assicurare un corretto riciclo di aria per fare sì che l’eventuale presenza di vapore acqueo, responsabile della condensa e quindi della muffa (specie in bagni e cucine), possa fuoriuscire verso l’esterno. Il vantaggio della ventilazione naturale sta nel fatto che in seguito ad una corretta progettazione dell’edificio, la sua gestione è molto economica e si adatta maggiormente ad ambienti non lavorativi. Con questo metodo si rischia però, di inficiare l’isolamento termo-acustico dell’abitazione, provocando l’ingresso di rumore in casa e la dispersione di calore verso l’esterno. Infine, l’aerazione naturale non permette di filtrare le sostanze inquinanti presenti tra le mura domestiche.

Ventilazione Meccanica controllata con recupero di calore (VMC)

Laddove non ci siano le condizioni climatiche o non sia sufficiente una ventilazione naturale, l’opzione più vantaggiosa per evitare la formazione di umidità e di muffa, e garantire un  corretto microclima in tutta la casa (in qualsiasi momento),  è quella di ricorrere alla ventilazione meccanica controllata. I sistemi VMC con recupero di calore, attraverso ventole e i sensori, estraggono l’aria esausta e al suo posto immettono aria pulita, in modo costante e controllato, senza dover aprire le finestre, riducendo sensibilmente i valori della trasmissione termica. Attraverso tali sistemi inoltre, è possibile filtrare l’aria immessa negli ambienti bloccando l’ingresso di polveri e altre sostanze inquinanti particolato atmosferico, con consumi di energia molto bassi.

I principali sistemi meccanici possono essere:

  • a singolo flusso:  è composto da un ventilatore che estrae l’aria viziata dagli ambienti più umidi della casa (bagni e cucine), immettendo per depressione aria pulita nelle altre stanze (camere e  salotti), tramite apposite bocchette che vengono posizionate nei serramenti, sulle pareti o nei cassonetti. Le bocchette possono essere autoregolabili, collegate direttamente all’unità di ventilazione,  o igroregolabili, in grado  di aprirsi o chiudersi in base alla presenza di umidità nell’aria
  • a doppio flusso: è composto da due ventilatori e due canali di distribuzione separati. Uno aspira aria esterna, la filtra dal pulviscolo e dai pollini, e la invia nella rete di distribuzione interna; mentre l’altro estrae l’aria interna contaminata, immettendola nella condotta di espulsione. I due ventilatori convogliano i due flussi di aria all’interno di uno scambiatore di calore che li miscela per equilibrarne la temperatura e reimmetterli negli ambienti tramite un filtro che blocca agenti inquinanti, pollini e allergeni sospesi.

Adottare un sistema di ventilazione meccanica controllata oltre ad essere un valido alleato contro l’umidità, permette di abbassare i consumi di energia degli edifici, aumentando quindi  la classe energetica e il  valore immobiliare delle abitazioni.

Aerazione e ventilazione: la normativa

Per poter garantire un microclima salubre all’interno degli ambienti chiusi – è fondamentale la presenza negli ambienti  di adeguati sistemi di ventilazione meccanica in base agli spazi e al numero di persone che vi abitano o lavorano, e di sistemi di filtraggio capaci di ridurre i livelli di inquinamento e ripulire l’aria dalle sostanze inquinanti. La norma che regolamenta questi aspetti è la UNI 10339 (1995) e ha come obiettivo il miglioramento degli ambienti chiusi, definendo  i requisiti fondamentali degli impianti di aerazione e ventilazione forzata dei locali per garantire la salubrità dell’aria, stabilendo i tassi di concentrazione massimi dei vari agenti inquinanti (come particolato, piombo, monossido di carbonio etc…)

 

Conclusioni

La qualità dell’aria è di vitale importanza per il benessere delle persone. Per questo motivo bisogna valutare le strategie di ventilazione adeguate per garantire un ambiente salubre in cui il ricambio d’aria sia costante. Grazie alla ventilazione naturale è possibile ottenere ambienti confortevoli, ma è soprattutto attraverso  i sistemi di ventilazione meccanica che è possibile controllare adeguatamente il flusso d’aria negli ambienti e filtrare ogni tipo di sostanza inquinante. Vivere in ambienti sani, privi umidità e altre sostanze pericolose per la salute, permette di migliorare notevolmente la qualità della vita, prevenendo l’insorgenza  di disturbi (mal di testa o i scarsa concentrazione), allergie e altri problemi di salute.

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Chi Sono

“Sono nato in una famiglia che si occupa di porte e finestre da oltre 25 anni. Sono entrato in azienda quando ero adolescente, negli anni la passione per questo lavoro e la volontà di farlo nel miglior modo possibile.”

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